Un invito rivolto a cittadini, istituzioni, enti territoriali, partenariato economico-sociale e altre organizzazioni interessate per raccogliere contributi utili a definire la futura strategia europea sul diritto di restare. È la call for evidence pubblicata dalla Commissione europea in vista dell’iniziativa “Right to stay strategy: your region, your future”, prevista nell’ultima parte del 2026.
Fino al 5 giugno, tramite la
pagina web dedicata, è possibile inviare spunti e osservazioni che la Commissione Ue prenderà in considerazione per la stesura di una
comunicazione sul tema: il documento fornirà
orientamenti per l’utilizzo dei
fondi europei nel prossimo periodo di programmazione, il
ciclo 2028-2034. Inoltre, le
amministrazioni possono partecipare direttamente, ma entro il 2 giugno, alla predisposizione del
contributo del Dipartimento per le politiche di coesione della presidenza del Consiglio dei ministri (
DpCoe).
Il “Right to Stay” mette al centro
persone, comunità e territori, promuovendo condizioni che consentano ai cittadini europei di restare, crescere e
costruire il proprio
futuro nei luoghi di origine, rendendo la scelta di
partire una reale
opzione anziché una necessità. Il modello italiano della
Strategia nazionale per le aree interne rappresenta un’esperienza significativa sia per la
governance che per il contributo al rafforzamento dei
servizi essenziali nei
territori.
Come evidenziato nel testo dell’invito, diffuso dalla
Dg Regio in quanto unità responsabile, l’iniziativa prende le mosse, fra l’altro, da un
impegno espresso nella
lettera di incarico della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al
vicepresidente esecutivo con delega per la
coesione e le riforme,
Raffaele Fitto: l’obiettivo è
affrontare le disparità regionali per fare in modo che tutti i cittadini abbiano un effettivo diritto di rimanere nel luogo che chiamano “casa” (sul legame tra programmazione ed esigenze dei territori Fitto si era soffermato, fra l’altro, durante l’incontro
“Crescere in Europa” svolto in Sicilia, a Palermo, nel marzo 2025).
Da qui l’intento di attivare riforme e investimenti per sostenere lo sviluppo di tutto ciò di cui le comunità hanno bisogno per la loro prosperità: economie locali dinamiche, posti di lavoro di qualità, istruzione e competenze, infrastrutture per i trasporti, l’energia e la connettività idrica e digitale, oltre ai servizi essenziali tra cui l’assistenza sanitaria e alloggi adeguati.