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Circa 16 milioni di euro dalla Regione siciliana per potenziare l’infrastruttura scientifica KM3NeT, il grande osservatorio sottomarino nel Mediterraneo dedicato allo studio dei neutrini e dell’energia cosmica, il cui primo nucleo è già attivo a circa 3500 metri di profondità al largo della costa siracusana, di fronte a Portopalo di Capo Passero.
È il finanziamento con risorse Ue del Pr Fesr Sicilia 2021-2027 (nell’ambito dell’azione 1.1.4) destinato dall’Amministrazione al progetto “KM3Ne(X)T” dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), che rientra nella graduatoria dell’avviso “Sicilia opportunità per la ricerca e le infrastrutture” (Sori) gestito dal dipartimento Attività produttive. Ai quasi 16 milioni stanziati dalla Regione si aggiungono 4 milioni di euro messi a disposizione dallo stesso Infn.
L’obiettivo è ampliare un polo di ricerca tra i più avanzati in Europa, che con il suo maxi-telescopio sottomarino ha conquistato, a inizio 2025, le prime pagine delle grandi riviste scientifiche e delle più prestigiose testate giornalistiche del mondo dopo aver rivelato il neutrino più carico di energia mai osservato. L’intervento consolida il ruolo della Sicilia nelle grandi reti internazionali della ricerca ed è una prosecuzione del percorso avviato dalla Regione con il sostegno al progetto Idmar nell’ambito del Po Fesr 14-20, che ha portato alla realizzazione delle apparecchiature installate in fondo al mare e dei laboratori terrestri per l’elaborazione dei dati, dislocati in più punti dell’Isola (beneficiari del finanziamento Po Fesr 14-20 sono stati Infn, Cnr e Ingv). Un primo ampliamento dell’osservatorio è stato poi realizzato con l’impiego di risorse del Pnrr.
Il finanziamento assegnato al nuovo progetto “KM3Ne(X)T” contribuisce all’obiettivo della Regione di utilizzare le risorse europee per mettere sempre più in relazione ricerca, università, centri scientifici e sistema produttivo, facendo leva sulle eccellenze per attrarre investimenti, generare occasioni di sviluppo e crescita delle competenze a beneficio delle imprese e dell’intero territorio.
Con una sofisticata rete di sensori, oltre a monitorare l’ambiente marino, KM3NeT è in grado di captare i neutrini, microparticelle di varia origine (atmosferica, solare, cosmica, fossile o terrestre) estremamente difficili da intercettare: secondo i ricercatori, il fondale del Mare Nostrum al largo della Sicilia è il luogo ideale per il loro studio, una chiave per ricostruire una sorta di “mappa dell’universo”. Alla realizzazione dell’osservatorio partecipano da anni la sezione Infn di Catania e i Laboratori nazionali del Sud.