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Interviste


Felice BonannoPO Fesr - Linee guida per l'attuazione dell'Asse VI Sviluppo Urbano Sostenibile. Seminari tecnici provinciali.

Intervista all’arch. Felice Bonanno,
Dirigente generale del Dipartimento Programmazione della Regione Siciliana, Autorità di gestione del PO FESR 2007-2013



Il Dipartimento Programmazione della Regione Siciliana ha predisposto le LINEE GUIDA per l’attuazione territoriale del PO FESR 2007 - 2013, con riferimento all’ASSE VI “sviluppo urbano sostenibile”.

L’obiettivo strategico dell’asse VI è quello di “promuovere lo sviluppo economico e la capacità attrattiva e innovativa delle città in un’ottica di sviluppo sostenibile e di integrazione sociale”. Le Linee guida propongono un percorso di attuazione che consente di relazionare lo sviluppo urbano con il contesto territoriale attraverso la costruzione di Piani Integrati che a partire dalla specificità dell’Asse VI, possono costituire il riferimento anche per l’attuazione di altri assi del PO FESR e di altri Programmi regionali che vedono gli Enti Locali come beneficiari.

In questi giorni le Linee Guida vengono presentate ai territori per un primo confronto nel corso di Conferenze provinciali partecipate dagli enti locali e dal partenariato economico-sociale.

1 . Architetto Bonanno, avete avviato il percorso attuativo dell’asse VI del PO FESR con un confronto con gli Enti Locali. Qual è il senso di questa attività?

Dopo la chiusura positiva della programmazione 2000-2006 (ad oggi il 98,7% della spesa prevista), con un risultato di sicuro rilievo e per nulla scontato, occorre superare di slancio i ritardi accumulati nell’avvio della programmazione 2007-2013. In questa direzione si richiede una forte condivisione delle strategie del Programma Operativo con i livelli di governo chiamati ad assumere le responsabilità operative di attuazione e, quindi, in primo luogo gli Enti locali che risultano beneficiari di molte Linee di intervento. Vogliamo, peraltro, riprendere un processo partenariale con i territori chiamati ad attuare la strategia dell’asse VI relativo allo sviluppo urbano sostenibile, promuovendo una condivisione delle procedure e degli strumenti operativi in un’ottica di “coesione territoriale”.

Conferenza provinciale 2. Quali sono le città ed i territori coinvolti?

In Sicilia le città con più di 30.000 ab., sono 34, con una popolazione complessiva superiore a 2 milioni 700 mila ab. che rappresenta oltre il 54% della popolazione dell’intera regione. Chiediamo loro di costruire dei Piani Integrati di sviluppo urbano e territoriale che fanno riferimento a circa 25 Aree di ricomposizione territoriale di almeno 100.000 abitanti, che includono sia le città che i centri urbani di minori dimensioni ed i contesti territoriali qualificati da risorse naturali e culturali e da filiere e specializzazioni produttive che possono contribuire a rafforzare i processi di attrattività, di innovazione e di competitività dell’intero “sistema Sicilia”. Le città con popolazione superiore a 30.000 abitanti predisporranno un P.I.S.U. a scala urbana che include interventi e azioni pubbliche in grado di rafforzare le loro capacità di attrattività, di innovazione e di competitività nonché di inclusione sociale e di qualità della vita nel contesto dei Piani Integrati di sviluppo territoriale (P.I.S.T.). Evidentemente, i Comuni potranno avvantaggiarsi dell’esperienza di elaborazione dei Piani Strategici già finanziati dalla Regione negli anni scorsi nel quadro dell’APQ sviluppo locale. La proposta delle Aree di ricomposizione territoriale fa espresso riferimento, del resto, ai 32 Piani Strategici ed in particolare alla mosaicatura territoriale che risulta da quei Piani Strategici che hanno visto la partecipazione di più Comuni.

3. Perché la scelta dell’interlocuzione a livello provinciale?

Le Provincie Regionali hanno elaborato propri strumenti di pianificazione che costituiscono un quadro di riferimento utilissimo per la valorizzazione delle risorse territoriali specifiche, per un inquadramento delle infrastrutture esistenti così come dei progetti di rete a scala sovra-locale. In un’ottica di governance multilivello, il loro contributo può risultare prezioso anche nella fase di costituzione delle coalizioni territoriali che promuoveranno i Piani Integrati di sviluppo urbano e territoriale. Ai Comuni si chiede, infatti, di sottoscrivere un Protocollo d’Intesa che costituisce la manifestazione di interesse pubblica per la costruzione dei Piani Integrati e per l’accesso alla procedura negoziale.

4. Quali sono i caratteri rilevanti di questa procedura?

Abbiamo fatto la scelta di non distribuire territorialmente le risorse finanziarie dell’Asse VI (circa 535 milioni già assegnate alle diverse Linee di intervento degli obiettivi specifici che si riferiscono alle città con popolazione superiore a 30.000 ab. ed ai centri di minore dimensione). Quindi non ci sono risorse preassegnate ed i progetti da selezionare e ammettere a finanziamento dovranno essere di qualità ed effettivamente in grado di assicurare una piena coerenza con la strategia dell’asse VI e del PO FESR. La procedura negoziale consente un confronto di merito con i Dipartimenti regionali responsabili dell’attuazione delle diverse Linee di intervento, che può contribuire in maniera significativa all’individuazione dei progetti che assicurano le migliori performances e le migliori ricadute sullo sviluppo urbano e territoriale. Sarà un Comitato di valutazione e selezione congiunto, partecipato dai diversi Dipartimenti, a gestire la fase negoziale ed a selezionare gli interventi.

Conferenza provinciale5. Quindi avete coinvolto anche gli altri Dipartimenti regionali?

Certamente. Abbiamo in corso di stipula un Accordo Interdipartimentale che ha consentito la formale condivisione del percorso e delle responsabilità di attuazione, nel quadro delle procedure definite dal Governo regionale per l’attuazione del PO FESR e dei Sistemi di gestione e controllo approvati a luglio dalla Commissione europea. L’Accordo Interdipartimentale risulta utile per definire il processo di attuazione delle diverse Linee di intervento dell’Asse VI, ed è indispensabile per le Linee di intervento degli altri assi del PO FESR che possono utilmente concorrere allo sviluppo urbano e territoriale. Peraltro ,abbiamo pensato di estendere l’Accordo anche alle Autorità di gestione degli altri programmi regionali (PO FSE, PSR. PAR FAS) in maniera tale da consentire un utilizzo pieno delle risorse finanziarie assegnate alla Sicilia per il periodo 2007-2013 sulla base dei principi di complementarietà e di integrazione richiamati nel PAR FAS approvato in questi giorni in via definitiva dal CIPE.

6. Nel corso degli incontri è venuto fuori che avete attivato anche l’iniziativa Jessica?

Sì,proprio in questi giorni, in relazione all’avvio del processo di attuazione dell’Asse VI, insieme all’Autorità di gestione del PO FSE abbiamo chiesto alla Banca Europea per gli Investimenti di predisporre uno studio operativo per verificare le condizioni di un Accordo di finanziamento per l’attivazione dell’iniziativa Jessica nello specifico contesto siciliano.
La Commissione europea, nella comunicazione relativa alla politica di coesione e alle città, aveva messo in evidenza l’opportunità di attivare nuove forme di finanziamento capaci di aumentare l’effetto leva delle risorse pubbliche, attraendo il contributo del settore privato. Attraverso l’iniziativa Jessica è possibile utilizzare una parte dei fondi del Programma Operativo per finanziare spese per la costituzione di Fondi di Sviluppo Urbano che investono in partenariati pubblico privati per la realizzazione di interventi in infrastrutture capaci di produrre redditi e rientri tariffari,a condizione che siano inclusi in piani integrati per lo sviluppo sostenibile.
Nel momento in cui chiediamo alle città siciliane di costruire i loro piani integrati di sviluppo urbano e territoriale, abbiamo pensato che può essere utile consentire l’opportunità di accedere a strumenti innovativi di ingegneria finanziaria per iniziative di Partenariato Pubblico Privato.

7. A quanto pare, non mancano le innovazioni nel percorso che state attivando.

Sì, in effetti, ci sono parecchie novità. Anche a proposito dell’iniziativa Jessica, sappiamo che in Italia, finora, si è discusso molto ma non ci sono esperienze operative. Forse, saremo la prima Regione che sperimenta operativamente l’uso di fondi strutturali per un Accordo di finanziamento con la BEI.
Ma è la situazione complessiva che stiamo vivendo, per molti versi inedita, a sollecitarci verso la promozione di nuove iniziative e di nuovi percorsi che consentano alla Sicilia di mobilitare tutte le sue risorse e le sue capacità nei territori, sia delle istituzioni che del partenariato economico sociale, per superare i ritardi e partecipare ai processi di competitività e di internazionalizzazione sempre più avanzati anche nel mediterraneo. Non possiamo fermarci a ripetere, in maniera burocratica, processi e modalità che si sono rivelati insufficienti o inadeguati. Certo, sappiamo quanto sia difficile introdurre processi di innovazione, ma siamo impegnati a partecipare in maniera pro-attiva all’attuazione delle politiche di coesione europea.

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